Mio Alfred...

Ah, con te è il paradiso.

Adesso, però, devo andarmene veramente.

Via, lascia che tua sorella aspetti.

Devo tornare a casa. È troppo tardi, ormai, per andare da mia sorella. Che ora è?

Come faccio a saperlo?

Basta guardare l'orologio.

Ma è nel gilè.

Prendilo, dunque.

Le otto.

In nome del cielo... Presto, Alfred, dammi le calze. Cosa dirò, adesso? A casa mi staranno già aspettando... Le otto...

Quando ti rivedrò?

Mai.

Emma! Dunque non mi ami più?

Anzi, proprio per questo. Dammi le scarpe.

Mai più? Ecco le scarpe.

Nella mia borsa c'è un allacciascarpe. Ti prego presto...

Eccolo.

Alfred, ci può costare caro.

Perché?

Cosa dirò, se lui mi chiederà dove sono stata?

Da tua sorella.

Già, se sapessi mentire.

È quel che devi fare.

Tutto per un uomo come te. Su, vieni qui, fatti baciare ancora. ...E adesso... lasciami sola, va' nell'altra stanza. Non posso vestirmi, se tu resti qui. Alfred!

Tesoro.

In fondo, è meglio che non abbiamo pianto.

Come fai a parlare in maniera così frivola...

Ma come faremo... quando un giorno c'incontreremo di nuovo, per caso, in società?...

Per caso... un giorno... Domani ci sarai certamente dai Lobheimer, no?

Sì. Tu pure?

Certo. Posso impegnarti per il cotillon?

Oh, io non verrò. Che cosa credi?... Io... ...mi sentirei sprofondare.

Allora domani dai Lobheimer, magnifico.

No, no... disdirò certamente...

Allora domani l'altro... qui.

Ma che ti salta in mente?

Alle sei...

Qui all'angolo ci sono delle carrozze, vero?...

Sì, quante ne vuoi. Dunque, domani l'altro alle sei, qui da me. Dimmi di sì, tesoro.

...Ne parleremo domani al cotillon.

Angelo mio!

Non mi guastar di nuovo la pettinatura.

Allora domani dai Lobheimer e domani l'altro tra le mie braccia.

Addio.

E cosa... gli dirai, oggi?

Non me lo chiedere... non me lo chiedere... è troppo terribile! Perché ti amo tanto?... Addio... Se incontro un'altra volta qualcuno per le scale, mi verrà un colpo... Sul serio...

Dunque, adesso ho una relazione con una signora perbene.

FINE