È chiaro che ti voglio troppo bene... sì, sono come fuori di me.
...
Da tanti giorni sono come pazzo... Me l'ero sentito.
Ma non te ne fare un cruccio.
Oh, no davvero! È addirittura ovvio, quando...
Taci... taci. Sei nervoso. Calmati...
Conosci Stendhal?
Stendhal?
La Psicologia dell'amore?
No, perché me lo chiedi?
Racconta una storia molto significativa.
Che storia?
Si tratta d'un gruppo di ufficiali di cavalleria...
Ah...
Che si raccontano le proprie avventure amorose. E ognuno riferisce che con la donna che ha amato di più e più appassionatamente... che lei lo... che lui la... insomma, che gli è capitato con questa donna come adesso a me.
Bene.
È molto vero.
Sì.
Ma non è finita. Soltanto uno afferma... che una cosa simile non gli era mai successa in vita sua. Ma aggiunge Stendhal... costui era un noto spaccone.
Capisco...
E tuttavia uno si mette di malumore, questa è la cosa sciocca... per quanto ciò possa essere completamente indifferente.
Certo. E poi ricordati... mi avevi promesso di fare il bravo.
Via, non scherzare, questo non migliora la cosa.
Ma no, non scherzo. Quella storia di Stendhal è davvero interessante. Ho sempre creduto solo le persone di una certa età... oppure molto... capisci, persone che hanno molto vissuto...
Che ti salta in mente! Questo non c'entra nulla. Del resto, ho dimenticato proprio la storiella più graziosa di Stendhal. Uno degli ufficiali di cavalleria racconta perfino di aver trascorso tre notti, o sei... non rammento più bene, con una signora che egli per settimane e settimane aveva desiderato, «desirée», capisci... e che per tutto il tempo non avevano fatto altro che piangere dalla felicità... tutti e due...
Tutti e due?
Sì. Ti meraviglia tanto? Io lo trovo così comprensibile... proprio quando ci si ama.
Ma senza dubbio ci sono molti che non piangono.
Certamente... anche questo è un caso eccezionale.
Ah... credevo che Stendhal dicesse che tutti gli ufficiali di cavalleria piangono, quando si trovano in una situazione simile.
Vedi, adesso mi prendi in giro.
Ma cosa ti salta in mente! Non fare il bambino, Alfred!
È che uno diventa nervoso... E poi ho la sensazione che tu continui a pensarci. E questo mi mette a disagio.
Ma non ci penso affatto!
Oh sì! Se soltanto fossi convinto che mi vuoi bene.
Vuoi altre prove?
Vedi... continui a prendermi in giro.
Ma perché mai? Vieni, dammi la tua dolce testolina.
Ah, cosí mi sento bene.
Mi ami?
Oh, sono tanto felice!
Però non c'è bisogno che adesso tu ti metta anche a piangere.
E dài, e dài! Ti ho già pregato...
Ho detto solo che non devi piangere...
Hai detto di non mettermi anche a piangere.
Sei nervoso, tesoro.
Lo so.
E invece non devi esserlo. Mi piace anzi che... che noi, per cosí dire, da buoni amici...
Ecco che ricominci!
Ma dunque non ricordi?! Fu uno dei nostri primi colloqui. Buoni amici volevamo essere, nient'altro. Oh, era bello... fu a casa di mia sorella, al gran ballo di gennaio, durante la quadriglia... In nome del cielo, dovrei essere via già a un bel pezzo... mia sorella mi aspetta... cosa le dirò, adesso... Addio, Alfred...
Emma!... Vuoi lasciarmi così!
Sì... così!...
Cinque minuti ancora...
Va bene. Cinque minuti ancora. Ma devi promettermi... di non muoverti... Capito?... Ti darò ancora un bacio di addio... Pst... fermo... non muoverti, ho detto, altrimenti mi alzo subito, mio dolce... dolce...
Emma mia ado...
FINE