Io propongo di andare da Miss Cooper ed esigere che Pollock lasci l’hotel seduta stante.

No.

Non siete d’accordo, Mr. Stratton?

No. Per carità, Mrs. Railton, non crediate che prenda la cosa alla leggera! Quello che ha fatto il Maggiore, se è vero che lo ha fatto, è ripugnante. Ho sempre avuto una spiccata avversione per tutte le forme furtive di espressione sessuale. Quindi, emotivamente parlando, sono dalla vostra parte. Ma se devo seguire la logica, non posso esserlo.

È un sermone, Mr. Stratton? Perché se è così, forse preferite salire su quella sedia e arringarci.

Sto bene dove sono, grazie, e non voglio fare nessun sermone. Dico soltanto che la mia avversione verso la condotta del Maggiore è puramente emotiva e non logica. La mia incapacità di capire quello che ha fatto è probabilmente un mio limite. Il Maggiore, presumibilmente, riesce a comprendere il mio modo di amare; io, dunque, dovrei comprendere il suo. Ma non ci riesco, quindi ho chiaramente un pregiudizio verso di lui e debbo essere molto cauto nel dare giudizi morali sulla questione. La cosa più giusta è che applichi la logica dell’etica cristiana e mi chieda: “Che male ha fatto quest’uomo?”. Ecco... apparentemente, a parte aver ferito il delicato ego di Mr. Osborne – la cui denuncia, e qui mi trovo d’accordo con Lady Matheson, è fortemente sospetta – a parte questo, e a parte l’averci raccontato qualche ridicola frottola sul suo passato, cosa che più o meno tutti facciamo di tanto in tanto, non penso che abbia fatto nulla che giustifichi sbatterlo in mezzo a una strada.