Entra CHARLES.
Buongiorno a Vostra Signoria.
Buon Monsieur Charles, quali nuove alla nuova corte?
Nessuna nuova a corte, signore, che non sia vecchia: cioè, la vecchia duchessa è bandita dalla sorella minore, la nuova duchessa, e tre o quattro signore affezionate all'esiliato l'hanno seguita volontariamente; ora le loro terre e rendite arricchiscono la nuova duchessa, la quale, ovviamente, concede loro volentieri d'andar vagando.
Potete dirmi se Rosalinda, la figlia della duchessa, è stata esiliata insieme a sua madre?
Oh no, perché la figlia della duchessa, sua cugina, l'ama talmente — allevate come sono state insieme fin dalla culla — che la avrebbe seguita nell'esilio, o sarebbe morta, se separata da lei. Rosalinda è a corte, amata dalla zia non meno di quanto ella ami sua figlia, né mai due donne s'amarono tanto fra loro.
Dove vive, la vecchia duchessa?
Si dice che si trovi nella foresta di Arden, e insieme a lei un'allegra brigata, e là vivono, come il vecchio Robin Hood d'Inghilterra;
Dunque voi domani lotterete davanti alla nuova duchessa.
Altroché, signore; e sono venuto ad avvertirvi di una cosa: mi si è fatto sapere segretamente che il vostro fratello minore, Orlando, intende battersi con me. Vostro fratello è giovane e delicato e — per amor vostro — mi dispiacerebbe batterlo brutalmente, come devo fare per il mio onore se mi sfida. Proprio per il mio amore per voi, quindi, sono venuto ad avvertirvi: o voi siete in grado di dissuadere vostro fratello, o dovrete sopportare le disgrazie che gli potranno capitare.
Ti ringrazio, Charles, per l'amore che mi porti. Anch'io conosco le intenzioni di mio fratello, ed ho fatto di tutto, indirettamente, per dissuaderlo, ma è risoluto. Ti dirò, Charles: egli è il giovane più ostinato di Francia, pieno d'ambizione, invidioso dei meriti altrui, subdolo e vile mestatore contro di me, suo fratello naturale. Perciò comportati come vuoi: per me è lo stesso che tu gli rompa il collo o un dito. Sta' bene attento, perché se lo ferirai solo leggermente, o se lui non proverà il gusto di una vittoria su di te, complotterà col veleno, ti farà cadere in qualche infido tranello, e non ti lascerà finché non t'avrà privato della vita in un modo o nell'altro, poiché, t'assicuro (e te lo dico quasi in lacrime) non c'è al giorno d'oggi nessuno tanto giovane e così malvagio.
Sono contento, di cuore, d'esser venuto qui da voi. Se domani si presenterà, gli darò quel che si merita: se potrà andarsene via ancora con le sue gambe, io non lotterò mai più. Vostra Signoria, che Dio vi assista.
Esce.
Addio, buon Charles. Ora invoglierò quel giocatore d'azzardo di mio fratello, nella speranza di vederne la fine. La mia anima, senza ch'io ne sappia il perché, non odia niente più di lui. Eppure egli ha un'innata gentilezza; senza aver mai studiato, è colto; pieno di nobiltà; amato con calore da ogni sorta di persone; così vivo nel cuore di tutti che io vengo ormai del tutto disprezzato. Ma non durerà a lungo: questo lottatore metterà fine ad ogni cosa.
Esce.