Viene il mio padrone, vostro fratello.

Be', signore, che state facendo qui?

Niente, dal momento che sono stato educato a far niente.

Allora, signore, che state disfacendo?

Diamine, signore, vi sto aiutando con l'ozio a disfare un'opera di Dio.

Diamine, signore, sceglietevi una migliore occupazione, e fatela finita.

Dovrò badare ai vostri porci e mangiare con loro le ghiande? Quale eredità ho sperperato per meritarmi simile miseria?

Sapete dove siete, signore?

Oh, signore, molto bene: qui, nel vostro giardino.

Sapete, signore, di fronte a chi siete?

Certo, meglio di quanto chi mi sta di fronte sa chi sono io. So che voi siete mio fratello maggiore e, per la comune nobiltà del sangue, dovreste conoscermi. Gli usi delle nazioni vi consentono, come primogenito, d'essermi superiore, ma le stesse tradizioni non smentiscono il mio sangue, anche se, fra di noi, vi fossero venti fratelli: nostro padre è in me come in voi, per quanto confesso che il vostro esser nato prima dovrebbe rendervi più simile a lui nei rispetti umani.

Insomma, ragazzo!

Su, su, fratello maggiore, siete ancora troppo giovane in questo.

Mi metti le mani addosso, canaglia?

Non sono una canaglia: sono il figlio cadetto del Signore Rolando de Bois, che era mio padre, ed è tre volte canaglia chi dice che questo padre ha generato delle canaglie. Se tu non fossi mio fratello, non ti toglierei la mano dalla gola finché quest'altra non t'avesse strappato la lingua per quello che hai detto: tu hai infamato te stesso.

Miei cari padroni, siate pazienti. Per la memoria di vostro padre, pace.

Lasciami, ti dico.

Mio padre nelle sue ultime volontà vi affidò il compito di darmi una buona educazione: voi mi avete allevato come un bifolco, rendendomi oscuro e soffocando tutte le qualità che fanno un gentiluomo. Perciò, o mi concedete l'educazione dovutami, degna di un gentiluomo, o mi date la misera parte che m'ha lasciato mio padre in eredità; e con quella mi comprerò la mia fortuna.

E che farai, chiederai l'elemosina quando l'avrai finita? Bene, signore, rientrate in casa. Non voglio che mi si secchi più: avrete parte di quel che vi spetta. Vi prego, lasciatemi.

Seguitelo, cane.

Dio assista il mio vecchio padrone: egli non mi avrebbe mai chiamato così.

Escono ORLANDO e ADAMO

Incominci a rivoltarti contro di me? Guarirò la tua insolenza, e non ti darò nemmeno le mille corone.